NON APRITE QUELLA PORTA (1974) – CINQUE FATTI CURIOSI CHE FORSE NON TUTTI CONOSCONO

Non aprite quella porta (1974) è considerato uno degli horror più spaventosi del cinema. Un capolavoro low budget che nasconde qualche curioso aneddoto.

Non aprite quella porta fu girato tra il 15 luglio e il 14 agosto 1973: La voce narrante all’inizio del film afferma che gli “eventi reali” ispiratori del film si sarebbero verificati il 18 agosto 1973. A dispetto di quanto affermato nell’incipit del film, la storia non si basa su fatti reali.

Tobe Hooper girò il film nella torrida estate texana, con temperature ben oltre i 4o gradi. La scena più impegnativa fu quella della cena, in quanto il cibo sul tavolo, così come le carcasse di animali della casa (reali) iniziarono ben presto a decomporsi. Girata in pieno giorno con l’ausilio di tende oscuranti, ma senza ventilatori, la scena mise a dura prova gli attori, che ebbero vari malori durante la sessione. La realizzazione richiese decine di ore di lavoro: John Dugan, il quale si era sottoposto a un pesante make-up per interpretare il nonno, rifiutò di ripetere l’operazione e volle girare tutte le proprie scene in una unica sessione.

Il regista Tobe Hooper lasciò a Gunnar Hansen carta bianca riguardo lo sviluppo di Leatherface. Hansen pensò che che il personaggio avrebbe potuto essere affetto da gravi ritardi mentali: per calarsi nella parte, l’attore frequentò per qualche tempo un istituto per persone affette da handicap cognitivi, ritenendo però di non rendere offensiva e denigratoria la propria performance. Il pubblico apprezzò molto il suo ruolo, compresi molti individui affetti da deficit mentali.

Non aprite quella porta poteva contare su un budget risicato. Per questo motivo gli indumenti di Gunnar Hansen, tinti appositamente, non furono mai lavati per tutta la durata delle riprese. Complice il caldo soffocante, l’attore divenne talmente repellente che i colleghi non volevano stare accanto a lui per nessun motivo.

A dispetto delle ristrettezze economiche, Tobe Hooper utilizzò raffinate tecniche per rendere più inquietante il film. Riducendo al minimo l’uso di sangue nel tentativo (vano) di incontrare i favori della censura, Hooper ricorse a qualche escamotage. Uno di questi consisteva nel tagliare un esiguo numero di fotogrammi dalla pellicola un attimo prima del verificarsi di scene violente. Il direttore della fotografia Daniel Pearl fece poi notare come il regista inserisse sempre qualcosa sul lato sinistro del fotogramma, tenendo Leatherface sul lato destro.

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