ZEISS PLANAR 50MM F/0,7- DALLA GUERRA A “BARRY LYNDON”

Zeiss Planar 50mm f/0,7, ovvero l’incredibile storia di un oggetto divenuto un mito attraverso progetti nazisti, viaggi spaziali, cinema e complotti.

Nel marzo del 1938 la Germania nazista invade l’Austria. Adolf Hitler vuole ad ogni costo entrare in possesso della Lancia del Destino, l’arma con cui Longino avrebbe trafitto il costato di Gesù. Hitler è convinto che l’oggetto sia dotato di poteri magici in grado di garantire l’invincibilità a chi ne entra in possesso. All’epoca il piccolo Stanley Kubrick è un ragazzino di soli dieci anni che vive a New York: appassionato di fotografia, Kubrick metterà a frutto la propria attitudine e meno di quarant’anni dopo i fatti di Vienna incrocerà il destino di un oggetto reso leggendario almeno quanto la Lancia di Longino.

La storia dello Zeiss Planar 50mm f/0,7 inizia quando il Reich commissiona lo studio di un’ottica super luminosa atta ad equipaggiare i visori notturni a tubo catodico della Wehrmacht: nascono gli obiettivi Ultrarotstrahlung ad infrarossi come lo Zielgerät 1229, i cui progetti vengono intercettati dagli Stati Uniti durante l’Operazione Paperclip, la quale sarà indispensabile ad accaparrarsi conoscenze e uomini (tra i quali Wernher Von Braun) in grado di agevolare gli americani nella corsa allo spazio.

Nel 1966 i partecipanti alla fiera fotografica Photokina possono assistere ad un avvenimento singolare. La Zeiss presenta un’ottica da 50mm con un’apertura a dir poco impressionante. Il progetto Dell’obiettivo Planar f/0,7 è stato commissionato dalla NASA, che vuole utilizzarlo per fotografare la faccia nascosta della Luna in vista di una possibile esplorazione umana. Vengono prodotti solo 10 esemplari dell’ottica, di cui uno rimane alla casa madre e 6 vengono acquistati dalla NASA.

È solo a metà degli anni ‘70, quando i riflettori sul programma Apollo sono ormai spenti, che Stanley Kubrick viene a sapere che tre obiettivi sono ancora disponibili: sono quello che sta cercando per girare un film in costume che si propone di utilizzare principalmente fonti di luce naturale. Per girare le scene di Barry Lyndon Kubrick si mette al lavoro per modificare gli obiettivi Planar f/0,7 affinché possano essere montati su cineprese Mitchell BNC.

I problemi sono molteplici: per adattare l’ottica da 50mm ad una pellicola 35mm vengono chiamati due grandi esperti come Ed Di Giulio e Richard Vetter. Vengono corrette numerose aberrazioni ottiche, portando l’immagine ad uno stato ottimale. Il problema principale, tuttavia, si palesa in una profondità di campo misera, che tende a sfocare gli oggetti al minimo movimento. Nelle celeberrime scene a lume di candela viene richiesto agli attori di stare quasi immobili per la buona riuscita del ciak.

Ne deriva uno dei più folli e geniali esperimenti cinematografici della storia. Barry Lyndon (1975) è un film incredibile e stupefacente, almeno quanto lo strumento che ne ha resa possibile le riprese. Un anno più tardi viene dato alle stampe il libro We never went to the Moon di Bill Kaysing, nel quale l’autore tenta di dimostrare che gli americani avrebbero inscenato l’allunaggio. Ne deriva una corrente di pensiero marcatamente complottista, che tenta di tirare in ballo lo stesso Kubrick, inserendo di volta in volta elementi fantasiosi per dare forza alle proprie teorie. Lo Zeiss Planar non sfugge alla furia iconoclasta, che vorrebbe l’obiettivo oggetto di scambio tra Kubrick e la NASA, che avrebbe indotto il regista a girare il falso allunaggio in cambio di un “prestito” di ottiche. Come spiegato in questo articolo le cose andarono diversamente e, forse, la storia dello Zeiss Planar 50mm f/0,7 è ben più affascinante di qualsiasi fantasia possibile.

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