“VENERDÌ 13” E LA VERA STORIA DELLA MASCHERA DI JASON

La maschera di Jason, la storia di un oggetto che è icona stessa del cinema horror.

La squadra di Hockey Detroit Red Wings nasce nel 1926 ed è famosa per l’acerrima rivalità con i Colorado Avalanche. L’invenzione della maschera da portiere risale al lontano 1959 ed è attribuibile al giocatore Jacques Plante: la maschera in questione era una semplice applicazione di fibra di vetro modellata sul suo viso. Proprio a Plante è intitolata la Elite FibroSport modello 103, che diverrà famosa nel cinema per essere il segno distintivo di Jason Voorhees.

Servirà una lunga attesa perché l’iconico oggetto appaia sullo schermo. L’aspetto visibilmente deforme di Jason Voorhees nel primo capitolo di Venerdì 13 (1980) è affidato al giovane e talentuoso Tom Savini, che crea uno stampo in gesso della testa di Ari Lehman per utilizzare le protesi derivanti sul suo viso. Nel secondo capitolo della saga, Jason cela le proprie deformità con un semplice sacchetto, ma la svolta arriva nel terzo capitolo. La sceneggiatura prevede che Jason indossi una maschera per coprirsi il viso.

Nel corso della produzione, il supervisore agli effetti 3D del film, Martin Jay Sadoff, propone al regista Steve Miner una maschera da hockey dei Detroit Red Wings per un semplice test. Miner capisce che l’oggetto di scena funziona, ma risulta minuto rispetto alla testa di Jason. Viene utilizzato uno stampo in VacuForm per adeguare le dimensioni e la maschera viene opportunamente modificata e decorata. Il 13 agosto del 1982 è un venerdì: nelle sale cinematografiche statunitensi esce Venerdì 13- Parte 3, un cult movie che introdurrà uno degli outfit più omaggiati e imitati del cinema horror.

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