FRANKENSTEIN JUNIOR (1974) – CURIOSITÀ SUL FILM CULT

Il 15 dicembre 1974 esce nei cinema statunitensi Frankenstein Junior, commedia diretta da Mel Brooks e co-sceneggiata assieme a Gene Wilder, indimenticabile protagonista del film.

Il dottor Frederick Frankenstin  insegna senza rivelare la scomoda discendenza che lo riconduce al nonno, il dottor Victor von Frankenstein. Convinto dell’infondatezza riguardo gli studi del nonno, alla morte di quest’ultimo, Frederick eredita un castello in Transilvania. Qui incontra Igor, impacciato e deforme individuo a sua volta discendente dell’aiutante di Frankenstein: c’è poi  Inga, procace e svampita assistente. Il trio è accolto dall’austera e misteriosa frau Blucher.

Innumerevoli le esilaranti gag entrate nell’immaginario collettivo, che hanno reso Frankenstein Junior una pellicola di culto. Molte anche le curiosità che riguardano la lavorazione. Ad esempio la partecipazione di Gene Hackman, già affermato attore, il quale venne a sapere del progetto durante una partita di tennis con lo stesso Wilder. Hackman espresse il desiderio di partecipare a titolo gratuito, regalandoci l’esilarante performance dell’eremita. Per ironia del destino, l’attore non fu accreditato nella versione originale del film.

Ken Strickfaden è stato una presenza storica nella filmografia basata sui mostri classici. A lui si devono infatti le attrezzature elettriche di laboratorio visibili in molti film Universal, tra cui Frankenstein (1931). Durante la lavorazione, Mel Brooks scoprì che Strickfaden conservava alcuni oggetti di scena nel proprio garage. Brooks affittò l’attrezzatura che possiamo ammirare nel laboratorio di Frankenstein Junior, in più aggiunse Strickfaden nei crediti del film, cosa che in precedenza non fu mai concessa all’uomo.

Nelle intenzioni di Mel Brooks, il film doveva essere girato in bianco e nero. Questo provocò forti attriti con la Columbia Pictures, che rifiutava tale opzione. Poco dopo Brooks portò il progetto alla 20th Century Fox, la quale si mostrò disponibile ad accogliere la richiesta del cineasta. A rendere divertentemente macabro tutto il contesto, c’è poi la scena delle teste, trovate da Frederick e Inga nei sotterranei del castello. I teschi che possiamo vedere sullo schermo sono reali, tranne la testa del “morto da sei mesi” creato appositamente per il film.

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