PACKARD CAMPUS DI CULPAPER – IL BUNKER DOVE VENGONO CONSERVATI I TESORI DEL CINEMA

Il Packard Campus for Audio-Visual Conservation è il luogo in cui la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti conserva un inestimabile tesoro fatto di pellicola… e non solo.

Nel 1988 la Biblioteca del Congresso sceglie di selezionare alcuni film per la conservazione, affinché questi possano giungere integri alle future generazioni. E’ infatti lunga la lista di pellicole perdute nel corso degli anni: per questo il Film Registry cerca e conserva le pellicole dei film nella versione più vicina possibile all’originale. Per essere scelti, i film devono aver compiuto almeno dieci anni: si passa quindi da pellicole di fine ‘800 a film degli anni ’10 del ventunesimo secolo.

A Mount Pony, in Virginia, sorge il Packard Campus di Culpeper. La struttura venne costruita nel 1969 con intenti ben poco edificanti: quest’ultima era una centrale operativa di stoccaggio della Federal Reserve, che avrebbe dovuto sopravvivere ad un eventuale attacco nucleare, reimmettendo denaro contante sul mercato e garantendo il proseguimento delle operazioni bancarie. Nel 1997 il complesso fu acquistato dalla David and Lucile Packard Foundation grazie a sovvenzioni della Biblioteca del Congresso. Attraverso un’opera di ristrutturazione decennale, oltre 140 km di scaffali sono stati messi nei sotterranei, opportunamente climatizzati. Dal 2007 l’obbiettivo degli addetti ai lavori che operano nel centro è quello di digitalizzare l’intero patrimonio audio/video nelle mani della Biblioteca del Congresso, con volumi annuali che viaggiano sull’ordine di svariati petabyte. L’archivio audio digitale di Culpeper è un sistema di cartucce a nastro di archiviazione, con cinque armadi contenenti un totale di 37.500 slot per singole cartucce di memoria. La capacità di ciascuna cartuccia è attualmente di un terabyte, ma è in corso l’aggiornamento a cinque terabyte. I due edifici di stoccaggio sotterranei contengono gli archivi fisici di materiale audio e video.

Il caveau della pellicola di nitrato (a est) è costruito appositamente per questo scopo e intenzionalmente isolato da tutto il resto a causa della volatilità della pellicola di nitrato. Questo tipo di pellicola è stato quello maggiormente utilizzato per i film, dalla fine del 1800 al 1951, quando è stata sostituita con una pellicola di sicurezza in acetato. Si stima che, a causa della deperibilità e dell’alta infiammabilità, oltre il 75% dei primi film muti prodotti negli Stati Uniti, stampati su pellicola di nitrato, siano andati perduti. Ogni giorno arrivano al centro centinaia di articoli da catalogare tra pellicole, nastri, dischi di cera, LP ecc.

A Culpeper non si svolge quindi solo un’attività di mero stoccaggio. Ai piani superiori sono infatti numerosi i laboratori nei quali mani sapienti restaurano e analizzano ogni giorno supporti di varia natura. Il tutto al fine di rendere immortale il patrimonio culturale che l’Uomo, all’alba della tecnologia moderna, ha tentato di fermare e conservare per le generazioni a venire.

Pubblicità

I commenti sono chiusi.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: