MUSEO H.R. GIGER – LA PERLA NERA DELLE ALPI

Hans Ruedi Giger nasce a Coira (Svizzera) il 5 febbraio 1940. Fin dalla tenera età sviluppa spiccate capacità artistiche, grazie alle quali Giger viene ingaggiato dall’entourage di Ridley Scott per mettere a punto la figura del mostro nel film Alien (1979). Lo xenomorfo gli frutta un premio Oscar e l’inizio di una costante ascesa nell’immaginario collettivo. Nel corso della sua vita (muore nel 2014) Giger svilupperà decine di idee e concept per l’industria cinematografica e musicale: nel 1998 sceglie di ubicare il proprio museo in un luogo inatteso, che solo apparentemente stride con le cupe visioni artistiche.

Nel cuore delle Alpi svizzere si trova una gemma oscura e conturbante; il Museo H.R. Giger richiama migliaia di visitatori ogni anno. Gruyères è un piccolo comune annoverato tra i più belli della Svizzera. I turisti accedono al centro storico dopo aver lasciato il proprio veicolo in un parcheggio fuori dalle mura del paese.  bastano pochi passi sulla strada di ciottolato per raggiungere l’ariosa via centrale, caratterizzata da negozi tipici e dalla graziosa fontana. Proseguendo e lasciandosi alle spalle la Chepelle à Calvaire si giunge in una stretta stradina che conduce ad una volta ad arco: oltrepassandola si entra in una dimensione totalmente aliena a ciò che si è visto fino a qualche minuto prima.

Il Giger bar e il Museo Giger si trovano l’uno di fronte all’altro; quest’ultimo si trova ospitato nel Castello di Saint Germain, edificio che offre viste mozzafiato e merita di per sé una visita, includendo una passeggiata nei dintorni per ammirare il panorama immersi nella lussureggiante vegetazione. Una volta acquistato il biglietto, l’accesso al museo avviene salendo una rampa di scale che portano al piano superiore. Qui si entra in un luogo che è proiezione delle visioni allucinatorie di un artista tormentato e in cerca di risposte. La figura dello xenomorfo è presente fin dalla prima sala. Troneggia una meravigliosa testa che catalizza subito l’attenzione del visitatore; il percorso si snoda attraverso numerose stanze, ognuna concepita con una propria logica. Nulla è lasciato al caso in questa esposizione di quadri, sculture e oggetti di design che nonostante l’aura inquietante non possono che scatenare ammirazione in chi osserva.

Di tanto in tanto, attraverso le finestre è possibile scorgere alcuni esterni del paese, concedendo ai visitatori brevi boccate di ossigeno tra una sala e l’altra. Si tratta infatti di un impervio viaggio attraverso i territori reconditi di una mente oscura, che si conclude discendendo una seconda scalinata. Al termine di quest’ultima è possibile ammirare la statuetta del Premio Oscar: messo quasi in secondo piano, l’Oscar ci ricorda l’importanza del percorso artistico di Giger, il cui fine ultimo fu placare l’inquietudine di vivere e di cui il Premio Oscar fu solo una tappa fortuita. All’uscita dal museo è quasi d’obbligo una foto ricordo al Giger Bar, dato che all’interno del museo non sono consentite. L’ultimo luogo prima di lasciare Gruyères, i suoi paesaggi meravigliosi e le suggestioni lasciate dalla perla nera celata tra le vette delle Alpi svizzere.

Il Giger Bar

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