Un viaggio alla scoperta dei padri della settima arte.

Un lungo viaggio in auto attraverso la Francia. questa l’idea per una vacanza diversa, forse meno rilassante di qualche giorno in spiaggia, ma certamente più ricca di sorprese. Attraverso la Svizzera, l’imponente paesaggio delle Alpi mette soggezione ad un animale di pianura come il sottoscritto. E’ tutto come te lo aspetti: piccoli borghi di case caratteristiche, abbarbicate sulle ripide pareti verdi di prati e boschi. Alla fine dell’autostrada compare il piccolo valico di confine nei pressi di Vallorbe: è qui che si incontra la prima sorpresa. Come d’incanto, infatti, le alte cime elvetiche lasciano posto ad un paesaggio più collinare, dolce ed aggraziato: si è giunti in Francia. La piccola città di Dole è una tappa consigliata. Luogo natale del biologo Louis Pasteur, Dole è un piccolo e grazioso centro, che offre un assaggio di quello che è lo stile architettonico e paesaggistico della zona.

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La graziosa Dole

Proseguendo attraverso l’incantato territorio di paesi ed infinita campagna, si giunge a Digione, capitale della Borgogna. Ricca di spettacolari chiese, Digione è caratterizzata dai tetti variopinti e dalla produzione della tipica mostarda: è proprio qui, inaspettatamente, che si trova la prima traccia rilevante riguardo la nascita del Cinema. Il 16 settembre 1890 partiva dalla stazione ferroviaria di Digione un treno carico di mistero: sul convoglio diretto a Parigi viaggiava Louis Le Prince, da molti considerato il vero padre del cinema. L’uomo e tutti i suoi effetti personali scomparvero nel nulla durante il viaggio, senza lasciare alcuna traccia.

Proseguendo, il paesaggio francese offre colpi d’occhio non comuni: sterminate praterie, intervallate regolarmente da paesini, enormi pale eoliche e qualche centrale nucleare. dopo molte ore si giunge finalmente nell’enorme periferia di Parigi. Negli inevitabili spostamenti in metropolitana si incrociano, ogni giorno, centinaia di migliaia di vite. Pendolari, studenti e turisti viaggiano nelle viscere della città all’ombra di Torre Eiffel, Louvre, Notre Dame e Moulin Rouge: tutti luoghi immortalati e  resi celebri dal cinema. Eppure quello che colpisce sono le piccole, impercettibili tracce lasciate dalla Storia. Angoli, in una città immensa, che sono il vero termometro del fermento artistico e culturale dell’Europa a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

Volendo dare un luogo ed una data di nascita del Cinema, possiamo affermare che siano il 28 dicembre 1895, nella Boulevard des Capucines: in questa grande via, verso la fine del diciannovesimo secolo, si concentrava tutto il movimento culturale ed artistico d’Europa. Basti pensare che nello stesso luogo delle proiezioni dei fratelli Lumière, vennero sperimentati anche i formidabili raggi X di W. Röntgen: in questa via venne fondato, nel 1927, il cinema “Paramount Opéra“. Tornando alla nostra ricerca, il luogo di interesse è il civico 14, dove oggi sorge l’hotel Scribe. Nulla è rimasto di quei giorni di dicembre, se non una targa che ricorda l’importanza di quel luogo: una volta giunti sul posto, ci si accorge di come molte persone passino incuranti e frettolosamente, tanto da non accorgersi di quella placca posta così in alto. Eppure, l’emozione di trovarsi in quel luogo è, per un appassionato, qualcosa di semplicemente indescrivibile.

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Non lontano, in Boulevard des Italiens, sorgeva anche il teatro “Houdin“, gestito dall’illusionista George Méliès: se i Lumière abbandonarono presto la loro invenzione, considerandola effimera e futile, è invece a Méliès che dobbiamo l’invenzione del Cinema così come oggi lo intendiamo. Sperimentatore ed innovatore, oggi le spoglie di Méliès riposano nel cimitero di Père-Lachaise, meta di pellegrinaggio da parte dei fans di Jim Morrison ed Oscar Wilde, anch’essi sepolti in questo luogo, insieme a molti altri nomi celebri. Una piccola lapide si perde tra le altre. Impossibile trovarla senza l’ausilio della mappa posta all’ingresso: avventurandosi nel paesaggio incantato, tra i meravigliosi sepolcri, ci si imbatte in una tomba ricoperta di oggetti di ogni tipo: è quella di George Méliès. Foglietti, monete e biglietti della metropolitana testimoniano l’affetto che molti appassionati nutrono ancora oggi per il regista di “Viaggio nella Luna“. Potersi recare in questo luogo nel primo mattino, avvolti in un silenzio interrotto solo dal gracchiare dei corvi che popolano il cimitero, rende l’esperienza imparagonabile. D’un tratto, il grande rumore prodotto da centoventi anni di cinema, si fa silenzio. Il grande sfarzo delle produzioni hollywoodiane e dei divi, lascia il posto ad un lunghissimo minuto di profonda intimità: il visitatore può (idealmente) abbracciare il padre del cinema.

Il viaggio raggiungerebbe la perfezione se si concludesse con una visita alla Cinémathèque Française. All’interno vi si trovano cimeli di inestimabile valore come, per esempio, il robot HEL di “Metropolis” e la testa di Mrs Bates dal film “Psycho“. Nel caso, premuratevi di non progettare il viaggio durante le ferie di agosto: il Museo del Cinema di Parigi è infatti chiuso per tutto il mese.

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Un magnifico proiettore, in tutto il suo splendore. Il contesto è una mostra temporanea sulla beat generation, all’interno del centro Pompidou

Molti luoghi nel mondo possono oggi offrire un termometro degli enormi picchi che l’industria cinematografica ha raggiunto. Visitando Parigi (e la Francia) potreste rimanere delusi, non trovando mai celebrazioni urlanti e prepotenti della settima arte. Al contrario, un mosaico di piccole tracce lasciate da eventi casuali, occorsi in quel periodo che è considerato la nascita del cinema, sono la dimostrazione che le cose migliori accadono sempre per caso. Come nella vita, il fine non risiede nella destinazione, ma nel viaggio intrapreso per raggiungere quest’ultima.

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Sapendo che quel momento non sarebbe mai più tornato, non ho potuto resistere alla tentazione lievemente “pop” di lasciare un omaggio alla tomba di Méliès. Ho deposto così 2 centesimi italiani, raffiguranti la Mole di Torino, sede del Museo del Cinema.