Avete iniziato la vostra carriera di cinefili con il vecchio quattordici pollici della nonna. Vedere i vecchi film, in alcuni eterni e noiosi pomeriggi dell’infanzia, non richiedeva certo schermi ad alte prestazioni. Poi, con il tempo, le vostre esigenze sono cambiate, i vostri gusti affinati. Siete passati a taglie più grandi, schermi piatti, poi sottili, risoluzioni sempre più alte, colori sempre più vivi. Un giorno, però, il vostro amico cinefilo (più cinefilo di voi!) vi rivela un grande segreto: la visione “allo stato dell’arte” si può ottenere solo con un videoproiettore.

VETRO, LUCE E MAGIA.

In principio furono le lanterne magiche: a metà del diciassettesimo secolo venne messa a punto una particolare lampada che, grazie ad un gioco di luce e cristalli colorati, poteva proiettare su superfici piane le immagini dipinte su vetro. Successivamente le immagini da fisse divennero mobili, grazie all’utilizzo di lastre mobili. Negli anni venti del diciannovesimo secolo vennero condotti i primi esperimenti di fotografia: anche grazie a questo, sul finire del secolo, Le Prince e i fratelli Lumière giunsero (quasi) contemporaneamente alla messa a punto della ripresa di immagini in movimento.

28 dicembre 1895: all’interno del Salon indien du Grand Café di Parigi avviene la prima proiezione pubblica di un filmato: è l’inizio del cinema, così come lo conosciamo oggi. Protagonista di quello storico evento, un oggetto che nei decenni conoscerà una enorme evoluzione: il videoproiettore.

Inizialmente concepito solo ed esclusivamente per la proiezione di pellicola nelle sale cinematografiche, questo oggetto trova lentamente spazio nelle case dei più fortunati: progressivamente la pellicola scompare, lasciando spazio a supporti magnetici e digitali. Versioni miniaturizzate delle enormi macchine professionali cedono il passo ai complessi e costosi proiettori a tubo catodico. Una continua ricerca porta, oggi, a numerose e peculiari tecnologie, ognuna delle quali presenta vantaggi e punti deboli.

progettazione_home_theatre_cinema-in-casa
La videoproiezione è oggi una realtà anche in ambito domestico.

LCD.

Il principio del videoproiettore lcd si basa sulla scomposizione del colore. all’interno di esso, infatti, risiedono tre display separati: ognuno di essi riproduce un colore primario (rosso, verde e blu). Tramite un gioco di specchi, il risultato visivo finito viene portato nell’ottica principale. Se l’immagine risulta viva e piacevole, priva di sfarfallio, il problema di questa tecnologia risiede in due fattori: la separazione tra i pixel, detta effetto zanzariera (ad oggi quasi assente, vista l’elevata risoluzione) e il deterioramento del colore dovuta all’enorme calore al quale i cristalli sono sottoposti da parte delle potenti lampade a scarica.

DLP.

Acronimo di Digital Light Processing, questa tecnologia è un brevetto Texas Instruments. A differenza dei cristalli liquidi, l’immagine è composta da migliaia di microspecchi che, in base alla loro inclinazione rispetto alla luce, creano l’immagine e gli effetti di chiaro scuro. Il limite di questa tecnologia risiede nel colore: l’immagine, infatti, nasce in una scala di grigi. Il compito di colorarla è relegato ad una ruota, suddivisa in spicchi contenenti i colori primari (e non solo) che, girando a altissime velocità, tinge l’immagine. L’inconveniente di questo artefatto risiede nel fastidioso “rainbow effect“: proprio a causa della ruota, infatti, è possibile vedere nelle scene in movimento, uno spiacevole effetto di contorno luminoso attorno agli oggetti.

LCoS.

E’ forse la tecnologia più complessa, in continuo sviluppo da parte di numerose compagnie con acronimi sempre diversi. Come un vero e proprio ibrido lcd/dlp, il LCoS (Liquid Crystal on Silicon) coglie i principi di entrambe le tecnologie. Una luce polarizzata colpisce vari strati di vetri e cristalli liquidi posti su superfici riflettenti, a loro volta posizionate su transistor e microprocessori: la luce viene elaborata e rispedita sotto forma di immagine. Ad oggi questa tecnica risulta tra le più promettenti, in quanto capace di prevenire tutti i limiti ed inconvenienti delle rivali.

Il futuro della videoproiezione.

A piccoli passi, anche il settore dei proiettori casalinghi sta conoscendo una propria evoluzione. Gennaio del 2013: il colosso coreano LG presenta al mondo  HECTOunità costituita da un proiettore ad ottica corta, posizionato nelle vicinanze di uno schermo dedicato. L’utilizzo di luce laser per riprodurre le immagini, offre enormi benefici nella visione di filmati, anche in presenza di forte luminosità ambientale: Questo rende HECTO un vero e proprio televisore laser da 100 pollici. Nel 2014 il marchio olandese Philips presenta al pubblico una interessante scatola magica: Screeneo è un proiettore led HD ready ad ottica ultracorta, che appoggiato a pochi centimetri da qualsiasi parete, può riprodurre immagini fino a 100 pollici. La tecnologia, precedentemente utilizzata soprattutto in ambiti didattici, è accompagnata da una serie di connessioni a dir poco impressionante. Screeneo, dotato di numerosi ingressi (opzionalmente anche di un decoder per il digitale terrestre), è inoltre in grado di fungere da smart tv, grazie alla connessione ad internet, ed è compatibile con numerosi smartphone in commercio. Potrebbe essere l’inizio dell’assalto alle tv tradizionali?