MUSEO RAMBALDI: GLI ALIENI DELLA PIANURA PADANA

Vigarano Mainarda (Ferrara), 22 gennaio 1910: un meteorite cade nella frazione Pieve, consegnando alla Scienza uno degli oggetti celesti più importanti mai rinvenuti. Un caso fortuito ma, a volerci credere, un segno premonitore.

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Vigarano Mainarda

15 settembre 1925: quindici anni dopo l’impatto del bolide, nasce in Via Don Minzoni un bambino: il suo nome è Carlo Rambaldi. Dotato di enorme manualità e sensibilità artistica fin dalla giovane età, nel 1956 Rambaldi presta la propria abilità al regista Giacomo Gentilomo, costruendo un enorme drago per il film “Sigfrido“: sarà l’inizio di una carriera straordinaria, costellata di collaborazioni eccellenti con alcuni dei registi più influenti sulla scena mondiale.

La chiave di ogni emozione risiede nel movimento, sembra essere questo il segreto di Rambaldi: la prova è, all’inizio degli anni ’70, il suo (sfortunato) progetto di realizzare un Pinocchio animatronico per il celebre sceneggiato di Luigi Comencini. Il pensiero di trasmettere i movimenti di un attore dotato di sensori al pupazzo animatronico è, per molti versi, precursore di quel motion capture che trent’anni più tardi rivoluzionerà il concetto di “effetto visivo” sul grande schermo.

Nel 1977 l’artista ferrarese vince il primo premio Oscar per la creazione degli effetti speciali di “King Kong“. Nel 1980 divide il prestigioso premio con l’artista H.R. Giger, compagno di avventura nella creazione del celeberrimo xenomorfo in “Alien“. Il trionfo arriva però nel 1983: in questo anno Rambaldi vince il terzo Oscar, grazie al suo capolavoro assoluto, l’indimenticabile creatura extraterreste “E.T.“. Ecco così, la suggestione che quel meteorite, caduto settant’anni prima nelle campagne ferraresi, non avesse scelto a caso il luogo su cui posare i propri insondabili misteri. L’avventura terrena di Carlo termina nel giorno delle stelle cadenti, il 10 agosto 2012.

Vigarano Mainarda è oggi un grazioso centro adagiato nella Pianura Padana. Fuori dal paese non è difficile imbattersi nella moderna struttura del Palavigarano, culla della squadra di basket femminile che attualmente milita in A1. A pochi passi si trova il cimitero, dove riposano le spoglie dell’artista: con un po’ di fortuna, perdendosi per i vicoli, ci si può ritrovare in Via Don Minzoni. Qui due targhe commemorative indicano i luoghi nei quali Carlo è nato e ha vissuto la propria giovinezza. C’è poi Via Margherita Hack, luogo nel quale sorge il nuovo complesso scolastico “Carlo Rambaldi“. E’ all’interno di questo nuovo edificio che sorgerà il museo dedicato alla vita e alle opere dell’artista.

Il progetto nasce per volontà dell’amministrazione comunale di Vigarano Mainarda, con particolare interesse del sindaco Barbara Paron e l’importante contributo degli eredi. E’ in particolare Victor Rambaldi, regista e scrittore, ad illustrare ciò che sarà possibile ammirare nelle teche del museo dedicato al padre. Diviso per periodi, il percorso mostrerà le fasi salienti della vita del mago degli effetti speciali. Troneggerà, tra le altre cose, l’enorme mano di “King Kong“, che verrà opportunamente restaurata prima dell’esposizione: non mancheranno poi modelli del tenero alieno “E.T.“, icona assoluta di una generazione di appassionati. Di grande impatto saranno anche gli importanti lavori svolti per autori italiani, soprattutto gli effetti prestati al florido cinema horror dell’epoca.

Sarà moltissimo, insomma, il materiale messo a disposizione di questo ambizioso progetto che dovrebbe vedere la luce nell’autunno del 2017 . Tutto questo porterà alla ribalta internazionale il placido paesino della Pianura Padana: sarà un tributo ad un uomo di enorme ingegno e sensibilità, ma anche ad una terra che ha generato e cresciuto persone tenaci e caparbie, capaci di inventare mestieri e mondi. Un elogio di tutti gli oggetti alieni, siano essi un meteorite, un goffo e indimenticabile visitatore extraterreste o il più grande pioniere degli effetti speciali nella storia del cinema.

Un ringraziamento particolare a Victor Rambaldi per la cortesia e la profonda pazienza.

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