L’animatore e regista francese Sylvain Chomet firma nel 2010 “L’illusionista“, film ispirato ad una sceneggiatura scritta dal famoso mimo Jacques Tati. In Italia è distribuito dalla Sacher Film: è stato ritenuto, data l’esiguità dei dialoghi, di non doppiare il film in italiano.

Un vecchio illusionista vaga da un posto all’altro, cercando di sbarcare il lunario. Deluso dalla vita e dalla professione, cerca fortuna in un piccolo paese della Scozia. Qui sembra essere apprezzato dalla popolazione, in particolare da una ingenua ragazzina che, affascinata dai trucchi del vecchio mago, lo crede in grado di veri incantesimi. Quando quest’ultimo riparte alla volta di Edimburgo, la ragazza lo segue: inizia così una tenera convivenza, durante la quale l’anziano si adopera affinché la ragazza creda che ciò che le accade intorno sia vera magia. Sullo sfondo, altri artisti sopravvivono miseramente, sopraffatti da un mondo sempre più spietato e lontano: in questo contesto, anche la magia tra l’illusionista e la ragazza andrà lentamente a dissiparsi, portando ad un finale inaspettato.

La grande forza de “L’illusionista” risiede nella potenza visiva delle immagini: la scelta di non tradurre i pochissimi dialoghi presenti si rivela azzeccata. Rimane, in questo modo, l’interessante aspetto della diversità linguistica tra i due protagonisti. Il significato del film si rivela su diversi livelli: chi si aspetta un messaggio cristallino e delineato, rimarrà deluso. “L’illusionista” parla di magia: la magia vera, che solo le anime innocenti possono percepire. La stessa magia che viene umiliata, calpestata e piegata alle esigenze di un mondo il cui solo scopo è ricavare utili dallo spettacolo: in questo modo, i veri artisti sono ridotti a semplici comparse. Il film parla anche del disperato bisogno di affetto che lambisce, trasversalmente, le età e le condizioni dell’essere umano. Agrodolce, divertente e malinconico, “L’illusionista” si chiude lasciando allo spettatore il difficile compito di interpretare tutta la storia. Esistono i maghi? Se la magia ci pervadesse, saremmo in grado di percepirla?

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