SESSANT’ANNI DI PIANETA PROIBITO 2

Seconda Parte.

Un alone leggendario avvolge il piccolo gioiello cinematografico di Wilcox: gli omaggi e i riferimenti a “Il pianeta proibito” sono incalcolabili. Le incredibili intuizioni che pervasero la mente degli autori nel 1956 ispirano ed alimentano, ancora oggi, la fantascienza moderna.

LA PRIMA VOLTA DELLA MUSICA ELETTRONICA.

Oggi non fa notizia se un certo gruppo chiamato Daft Punk cura le musiche di un film come Tron: Legacy. Nel 1956 le cose sono però molto diverse: viene scelto di affidare la colonna sonora di Il pianeta proibito alla coppia Louis e Bebe Barron. Precursori della musica elettronica, i coniugi Barron introducono questo genere nel 1950. Già conosciuti nel campo del cinema sperimentale e come creatori di effetti sonori, vengono selezionati in quanto virtuosi di suggestivi strumenti come il theremin. Il risultato è la prima colonna sonora “elettronica” nella storia del cinema mainstream. il loro prodotto dividerà per anni il pubblico tra entusiasti e detrattori: rimane il loro fondamentale contributo al progresso nel campo delle musiche da film, così come le conosciamo oggi.

UN FILM ISPIRATORE.

L’enorme fascino che “Il pianeta proibito” esercita su pubblico e addetti ai lavori risiede in numerosi fattori: la fantascienza moderna deve molto al capolavoro di Wilcox. Il genio della sci-fi Gene Roddenberry, per esempio, attingerà (più o meno dichiaratamente) alle vicende di Morbius e compagni per la stesura del soggetto della serie cult Star Trek: non è un caso l’attinenza tra il teletrasporto dell’Enterprise e l’analogo congegno degli uomini della C-57-D.

Interessante poi notare il grande “riciclo” di oggetti di scena. Oltre al celeberrimo Robby, saranno infatti anche i costumi ad avere nuova vita in altre pellicole: le divise degli astronauti si possono rivedere nel film “La regina di Venere” del 1958, ma anche nella pellicola “Donne amazzoni sulla Luna“, diretta da numerosi registi, tra cui John Landis e Joe Dante.

Nel 1960 sarà invece il film “L’uomo che visse nel futuro” a rispolverare le stesse uniformi, indossate dagli uomini della protezione civile intenti a salvare i cittadini dall’olocausto atomico: nello stesso film vi sono inoltre molti altri oggetti di scena visti in “Il pianeta proibito”. Troviamo per esempio la sfera trasparente della C-57-D in un polveroso scantinato, oppure una innovativa TUBELESS TV in bella mostra, proveniente dal set.

CURIOSI ANEDDOTI.

Ad affiancare il “veterano” Walter Pidgeon (Morbius) una schiera di giovani promesse del grande e piccolo schermo: Leslie Nielsen (comandante Adams) troverà la propria strada nel genere demenziale, protagonista di cult come “L’aereo più pazzo del mondo” e “Una pallottola spuntata“. La giovane e bella Anne Francis (Alta) girerà numerosi film ed apparirà in varie serie televisive. Richard Anderson (Quinn) apparirà in grandi pellicole come Orizzonti di Gloria e Tora! Tora! Tora!, ma diverrà noto al pubblico italiano per aver recitato nel ruolo del colonnello in L’uomo da sei milioni di dollari.

Appare, in alcune sequenze del film, un giovane attore, che non verrà accreditato nel cast. Si tratta di James Best: tutti lo conoscono nei panni del disonesto sceriffo Rosco P. Coltrane nella serie Hazard.

Vera e propria chicca per gli ammiratori italiani di Il pianeta proibito riguarda il doppiaggio italiano del cuoco di bordo, celebre nel film per le simpatiche gag a fianco del robot Robby. La voce italiana è affidata ad un giovane Nino Manfredi.

Esistono, infine, numerose prove per i costumi di scena, tra i quali spiccano bizzarri prototipi: ne sono un esempio l’appariscente tuta argentata e un improbabile pantalone corto in dotazione ai membri della C-57-D.

(scritto in collaborazione con Paolo Prevosto)

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