Vi trovate nel reparto tv di un grande centro commerciale: i grandi schermi che vi circondano portano (quasi) tutti la stessa sigla: LED. Ecco la storia di televisori semplici ma stupefacenti, capaci di rinnovarsi continuamente e sopravvivere a rivali tecnicamente superiori.

Seconda parte: dai cristalli liquidi al led.

Inizialmente concepiti per l’utilizzo su pc, i primi monitor Liquid Crystal Display a colori sfruttano lampade fluorescenti per la retro illuminazione: i tv lcd funzionano per un principio di “filtraggio” della luce. La funzione dei cristalli liquidi (incapaci di emettere luce) è infatti quella di mascherare la luce pura proveniente dal retro del pannello, creando immagini e colore. All’alba del terzo millennio, i primi televisori aventi questa tecnologia cominciano a comparire sugli scaffali.

 

I vantaggi, rispetto ai televisori a tubo catodico, sono molteplici: spessore ridotto a pochi centimetri, immagine priva di “sfarfallio” (quindi più rilassante sulle immagini statiche), schermo assolutamente piano, privo delle curvature tipiche dei tubi catodici. A contendersi il trono con i cristalli liquidi sono inizialmente i televisori plasma: nonostante le prestazioni superiori di questi ultimi, il mercato porterà i consumatori a scegliere gli lcd, consegnando i plasma all’estinzione.

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Plasma (sinistra) e Led (destra)

Parallelamente, il diodo ad emissione luminosa conosce una grande fase di espansione: nato nel 1907, il LED dispone inizialmente di una gamma ristretta di colori (sostanzialmente rosso, verde e giallo). Negli anni ’90 tre scienziati giapponesi scoprono il metodo per produrre un led a luce blu, l’anello mancante nella famiglia dei diodi. Grazie ad esso è infatti ora possibile produrre luce bianca, un tempo impensabile per i diodi luminosi. scarso ingombro, ridotto consumo energetico e lunghissima durata: con questi presupposti, i grandi produttori di tv sostituiscono gradualmente le lampade a fluorescenza con il nuovo ritrovato scientifico. Nascono i televisori led.

 

I televisori led sono suddivisi in due grandi famiglie: gli Edge Led, sfruttano la luce dei diodi come una normale lampada fissa. La fonte luminosa è posta sul perimetro della cornice, questo rende i televisori Edge Led simili ai cugini a lampada: il contrasto non migliora particolarmente, costringendo ogni pixel a “mascherare” l’intensa luce che proviene dal retro.

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Diverso è il caso dei tv detti Full led o “Local Dimming”. Qui i led sono posti esattamente dietro al pannello e sono suddivisi in settori che si spengono e si accendono a seconda della luminosità della scena: questo porta un grande beneficio al contrasto, pur non portandolo alla perfezione raggiunta da plasma e Oled.

Arrivano i Quantum Dot: il futuro dei cristalli liquidi.

Pur avendo seppellito temibili rivali, i televisori led non hanno mai completamente superato i loro limiti intrinsechi. Nonostante le enormi migliorie apportate negli anni (soprattutto nella riduzione dell’effetto di “motion blur”) i pannelli a cristalli liquidi hanno limiti fisici apparentemente incolmabili: questi riguardano soprattutto la gamma cromatica. I normali tv led hanno infatti grandi difficoltà nella riproduzione di colori quali il magenta e il ciano, oltre ad una resa ridotta del giallo.

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campioni di “punti quantici”

Per sopperire a questo problema nascono i tv Quantum Dot. sfruttando nanoscristalli e diodi a luce blu (ancora una volta importantissima nello sviluppo di nuove tecnologie) i televisori led aventi questa tecnologia offriranno in futuro una gamma cromatica vastissima, in alcuni casi superiore a quella dei rivali Oled. Ancora una volta i cristalli liquidi reinventeranno se stessi, sfidando tecnologie sulla carta inarrivabili.