“Se hai tutto sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza veloce.”

(Mario Andretti- incipit del film)

In uscita nelle sale italiane il 7 aprile, “Veloce come il vento” è l’ultimo film di Matteo Rovere, con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis.

La storia narrata è quella di Giulia, giovane pilota di auto da corsa che gareggia nella scuderia del padre. Alla morte di quest’ultimo, la ragazza si trova alle prese con il mantenimento del fratellino Nico, i debiti lasciati dal padre e la mancanza totale della madre, sparita all’estero. A sconvolgere ulteriormente la vita di Giulia subentra Loris, il fratello maggiore, allontanato dalla famiglia anni prima e dedito all’uso massiccio di sostanze stupefacenti. I rapporti tra fratelli si rivelano da subito burrascosi: Loris è uno scapestrato, vive di espedienti e non è in grado di provvedere al nuovo nucleo famigliare. Dopo un forte attrito iniziale, Giulia capisce però che Loris, abile ex pilota, è l’unico che potrebbe portarla a vincere il campionato automobilistico e sanare i debiti.

Tra “Fast & Furious” e “The Fighter”.

Scordatevi i film italiani convenzionali, costellati di amare analisi della media borghesia, crisi di mezza età e conflitti di coppia: “Veloce come il vento” è un film diverso. Il dramma umano è presente, ma privo di piagnistei ed elucubrazioni, tipici tratti dello psicodramma all’italiana. La prima cosa che colpisce, fin dalle prime sequenze, è la cura tecnica nel rappresentare le corse automobilistiche. Inquadrature, effetti sonori e visivi di prim’ordine hanno poco (o nulla) da invidiare a pellicole blasonate come “Rush” e “Fast and Furious“.

I personaggi sono sapientemente dosati e si amalgamano perfettamente sullo schermo: Stefano Accorsi dimostra la propria maturità artistica con un personaggio fuori dagli schemi, lontano dalle interpretazioni a cui ci ha abituati in questi anni. Il suo Loris è inaffidabile e pericoloso, ma proprio per questo catalizzatore di interesse: impossibile non accostarlo al Dicky interpretato da Christian Bale in “The Fighter“. Agli antipodi c’è la Giulia di Matilda De Angelis: estremamente responsabile e seria, affronterà con più serenità le difficoltà della vita, proprio grazie al fratello maggiore. Nel mezzo c’è Nico (Giulio Pugnaghi) taciturno e timido bambino, spesso oggetto di  contesa tra Giulia e Loris. Finalmente un film drammatico capace di divertire ed emozionare: “Veloce come il vento” è un coraggioso progetto che esce dagli obsoleti canoni di certo cinema italiano. Un film ironico ed onesto, che stupirà più di uno spettatore.