Presentato al Toronto International Film Festival, “Room” è un film diretto dal regista irlandese Lenny Abrahamson: candidato a quattro premi Oscar, di cui uno vinto dall’attrice Brie Larson come migliore attrice protagonista, è tratto dal romanzo “Stanza, letto, armadio, specchio” di Emma Donoghue.

Jack ha cinque anni e vive con la madre Joy all’interno di “Stanza“: il mondo di Jack è chiuso tutto nei pochi metri di quel box prefabbricato, dal quale non è mai uscito. Joy ha inventato per lui un universo immaginario, nel quale ogni oggetto è dotato di una personalità e di una funzione sociale. Il padre di Jack è il “Vecchio Nick“, un uomo che anni prima rapì e segregò Joy. La vita di madre e figlio si svolge nella distorta e claustrofobica routine delle quattro mura. Un giorno, in seguito all’ennesima angheria del suo aguzzino, Joy decide di far evadere Jack. Il bambino riuscirà a liberarsi e metterà la polizia in condizione di liberare la madre. Sani e salvi, i due dovranno affrontare le difficoltà del mondo esterno: se Joy dovrà fare i conti con una giovinezza negata e con la separazione dei genitori, Jack si troverà a vivere in un mondo a lui totalmente alieno.

Originale e ben strutturato, “Room” è un film bizzarro e anomalo. La sensazione di claustrofobia che affligge lo spettatore all’inizio del film, non si placa con la liberazione dei protagonisti. Finita l’esperienza della prigionia fisica, inizia la lotta per uscire dagli schemi mentali. Jack è disperatamente legato a Joy, unico essere umano con il quale si sia mai relazionato: scaraventato in un mondo di adulti, il bambino troverà un canale comunicativo attraverso la gentilezza e l’attenzione di Leo, il nuovo compagno della nonna. Joy, schiacciata dai rimpianti  e dal rancore, entra invece nell’oscuro tunnel della depressione. Ancora una volta sarà l’amore incondizionato del figlio a salvarla.

screen shot 2015-09-22 at 11.04.48 am

Se l’Oscar assegnato a Brie Larson è assolutamente meritato, non può essere tralasciata la bravura e l’intensità del piccolo Jacob Tremblay: è infatti la forte sinergia e la grande intesa tra i due attori a creare una formula straordinaria, che rende l’intero film assolutamente imperdibile.