Il senso di vedere un film vecchio di settantaquattro anni in alta definizione? se il film in questione è una pietra miliare dell’animazione, ha perfettamente senso. Per l’edizione blu-ray di “Bambi“, quinto classico Disney, è stato svolto un accurato lavoro di restauro: il film è presentato con una risoluzione di 1080p nell’originario 4:3: l’audio è proposto in italiano DTS 5.1 con il doppiaggio rieseguito nel 1968. La qualità dell’immagine è eccezionale, i tratti definiti e i colori più saturi rendono ancora più apprezzabile l’accuratezza artigianale con la quale gli artisti della scuderia Disney  si applicarono per quest’opera. Un lavoro estenuante e meticoloso che Walt Disney in persona pretese impregnato di realismo assoluto.

 La storia è piuttosto nota: il piccolo Bambi nasce e viene accudito dalla mamma, entrando in armonia con alcuni animaletti del bosco. Insieme agli amici Tamburino e Fiore (rispettivamente un coniglio ed una puzzola) Bambi trascorre un’infanzia serena. Tutto cambia quando la mamma di Bambi muore per mano di un cacciatore: con l’aiuto degli amici e contando sulle proprie forze, il cerbiatto diventerà adulto e scoprirà l’amore. La superba visione in alta definizione del film si presta ad alcune considerazioni sull’essenza stessa di questo gioiello d’animazione.

fin dalla sua uscita “Bambi” fu criticato e tacciato di eccessivo realismo e troppa crudezza nei contenuti. E’ interessante però analizzare il fatto che il film Disney sia tratto da un libro del 1923: “Bambi, la vita di un capriolo” scritto da Felix Salten  cinque anni dopo la fine della Grande guerra. Il mondo aveva assistito all’orrore di un conflitto tra i più violenti e distruttivi della storia umana. Nel 1942 la Seconda guerra mondiale infuriava su tutti i fronti: gli Stati Uniti erano entrati nel conflitto dopo lo shock provocato dal devastante attacco di Pearl Harbour, sul fronte russo si stava combattendo la sanguinosa Battaglia di Stalingrado. Walt Disney intuì che un cartone animato dai contenuti frivoli sarebbe stato fuori luogo. La sua raffinata sensibilità lo portò ad un semplice, ma talvolta sfuggente concetto: i bambini non sono affatto stupidi. Come gli adulti, i piccoli percepivano quella violenza e tutto l’orrore che trapelava da cinegiornali e comunicati radio. Era altrettanto intuibile che la situazione sociale ed economica non sarebbe migliorata negli anni successivi alla fine del conflitto.

durante la guerra molti bambini rimasero orfani di uno o entrambi i genitori. Era importante, in un cartone animato, raccontare una storia che fosse figlia dei propri tempi. E’ sotto quest’ottica che andrebbe letto il grande messaggio di “Bambi“: la vita non è perfetta e i nostri genitori un giorno ci lasceranno. I giorni di pioggia arrivano, quando meno ce lo aspettiamo: ma dopo la tempesta torna a splendere il sole. Dopo l’inverno arriva la primavera e con essa nuovi fiori ed incontri inattesi in un terribile, meraviglioso ciclo senza fine. E’ così, tra tristezza e gioia, che impariamo il difficile compito di diventare adulti.