“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”

(Antoine de Saint-Exupéry)

Un libro come nessun altro.

Nel 1943 l’avventuriero e scrittore Antoine de Saint-Exupéry da alle stampe un libretto, destinato ad essere una delle opere più amate, tradotte e diffuse della storia dell’editoria mondiale. Saint-Exupéry muore a bordo del suo aereo in circostanze misteriose l’anno seguente, portando con se molti segreti: non ultimo, l’enigmatico ed universale messaggio del suo “Piccolo Principe“.

 

Da allora le suggestioni, gli aforismi e i personaggi creati dal libro hanno dato vita ad un vero e proprio marchio di fabbrica. L’immagine del bambino con i capelli “color del grano” (fu proprio Saint-Exupéry a creare i disegni per il libro) è diventata icona, le bellissime ed arcane parole contenute nelle pagine del “Piccolo Principe” sono riprodotte su carta, oggetti, muri, diari, quaderni…

Sullo schermo.

L’arte visiva ha tentato numerose volte di cogliere la magia che impregna questa opera letteraria, talvolta riuscendoci. I più “datati” ricorderanno il cartone animato giapponese prodotto sul finire degli anni ’70, passato anche sui nostri schermi televisivi. Nel 1974 viene tratto anche un film, che vede nientemeno che Gene Wilder nei panni della volpe. Nel 2011 una produzione francese (ma di respiro internazionale) da vita ad un serial di 52 puntate in 3D, trasmesso sulle reti RAI.

 

 

Il lungometraggio del 2015.

Nel 2015 è sempre la Francia a produrre un lungometraggio di animazione, in lingua inglese e diretto dallo statunitense Mark Osborne (Kung Fu Panda). La trama vede una bambina alle prese con una madre che ne vorrebbe programmare la vita in ogni istante, spianando per lei la strada che la porterebbe a studiare in un prestigioso istituto. Trasferitesi in un nuovo quartiere, proprio per agevolare l’ingresso nella agognata scuola, si trovano alle prese con un vicino piuttosto bizzarro: un vecchio e pazzo aviatore, che nel tentativo di accendere un vecchio aeroplano sfonda il muro di casa delle nuove vicine. Rimasta da sola in casa per poter studiare, la “piccola adulta” entra lentamente in contatto con quel personaggio così strano: inizia così a leggere le pagine dell’incredibile storia che il vecchio dice di avere realmente vissuto.

Dopo essere precipitato nel deserto, il giovane aviatore incontra un bambino, che dice di provenire da un piccolissimo asteroide, da qualche parte nell’Universo. Unico abitante e principe di questo planetoide, il bambino passa le giornate a spianare il terreno dagli alberi infestanti. Un giorno però, un seme portato dal vento da vita ad una bellissima rosa rossa, della quale il Piccolo Principe si innamora perdutamente. Soffocato dal vanitoso fiore, però, il bimbo decide di andarsene ed esplorare l’Universo: di pianeta in pianeta, incontra personaggi sempre più bizzarri ed improbabili. Giunto finalmente sulla Terra, incontra una volpe, con la quale instaura un profondo rapporto di “addomesticamento”. Decidendo di fare ritorno a casa, si ritrova infine nel deserto, dove incontra l’aviatore precipitato.

 

Lentamente la bambina inizia a credere alla straordinaria storia del vecchio aviatore, con il quale instaura un vincolo di affetto e fiducia. Ma il grigio mondo dei grandi è in agguato ed insidia tutti, persino il Piccolo Principe.

Piacevole, ma non perfetto.

Il Piccolo Principe” di Osborne è un film con molti pregi, ma anche qualche difetto. La storia inizia piuttosto piatta, decollando (paradossalmente) con la storia narrata dal vecchio aviatore. Interessante e tenera la scelta di illustrare la storia del libro con una tecnica differente da quella del film. Per i brani tratti dal lavoro di Saint-Exupéry infatti, è stato scelto di utilizzare una tecnica di “stop motion“, con personaggi che sembrano creati con l’arte del “papercraft“. Alcune sequenze riescono realmente ad emozionare lo spettatore. Qualche dubbio assale nella seconda parte, nella quale ci troviamo alle prese con un Piccolo Principe adulto e disincantato. Nel complesso un film piacevole, sincero e delicato omaggio ad una storia senza tempo, che nasconde un messaggio profondo, universale e quasi impalpabile. Un messaggio che può essere letto solo con il cuore.