Presentato al sessantacinquesimo Festival di Cannes, “Un sapore di ruggine e ossa” è un film del 2012, diretto da Jacques Audiard.

Sullo sfondo di una Francia provinciale e problematica, le vite di Ali e e Stephanie si incrociano: violento e sregolato combattente che vive di espedienti lui, malinconica ed inquieta ammaestratrice di orche lei. Dopo essersi conosciuti casualmente in discoteca, i due tornano a frequentarsi quando Stephanie perde le gambe in un incidente di lavoro. Ali, scapestrato padre single e aspirante campione di arti marziali, inizia a prendersi cura silenziosamente di Stephanie, che combatte con la sua nuova problematica. Tra i due si instaura una relazione sentimentale dai contorni sottili e sfocati, che li porterà ad avere un legame del tutto particolare.

E’ un film crudo, asciutto e senza fronzoli questo “Un sapore di ruggine e ossa“. Lontani dagli stereotipi della bella vita del sud francese, i personaggi di questa pellicola sono tormentati, in perenne lotta con la loro posizione sociale, con i propri demoni interiori e con la vita. Lo è Ali, interpretato dal belga Matthias Schoenaerts, che riesce a convincere e dare profondità ad un personaggio che sarebbe stato facile ridurre a macchietta: Stephanie, interpretata da una straordinaria ed ispirata Marion Cotillard, si rivela da subito il personaggio più poliedrico. Ancora prima dell’incidente, la sua vita si trova ad un punto di non ritorno: una stagnazione che si sbloccherà drammaticamente  proprio con la sua nuova condizione ed il successivo avvicinamento al ruvido Ali. Vincitore di quattro premi Cèsar e candidato ai Golden Globe, “Un sapore di ruggine e ossa” è una piacevole sorpresa, un lampo di originalità in quel panorama cinematografico francese che, molto spesso, vive di alti e bassi.