Alan Rickman dirige ed interpreta il film “Le Regole del Caos” del 2014.

Nella Francia di Luigi XIV, La giovane vedova Sabine, intraprendente progettista di giardini, entra in contatto con il rinomato artista Andrè Le Notre: Quest’ultimo le propone di collaborare alla costruzione di un anfiteatro immerso nell’immenso parco di una Versailles ancora in fase di costruzione. I due si innamorano e, nonostante molte difficoltà, Sabine riesce a portare a termine il suo progetto e ad entrare nelle simpatie del Re Sole.

Questa pellicola appare come un’occasione persa. L’idea di raccontare un determinato periodo storico, attraverso la progettazione maniacale dei giardini (veri e propri status symbol dell’epoca) è originale e meritava uno sviluppo più complesso e deciso. Rickman non convince come regista. Il ruolo di Sabine è semplicemente cucito addosso ad una bravissima Kate Winslet, che da sola ha il difficile compito di salvare un film affollatto di personaggi piatti ed insignificanti, quasi da soap opera. Persino Matthias Schoenaerts, che dovrebbe essere un comprimario, si rivela un insipido Andrè, il cui ruolo è semplicemente dare più profondità a quello di Sabine. Lo stesso Luigi XIV non acquista mai una connotazione precisa.

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La storia evolve (ed involve) in un continuo nulla di fatto, nell’attesa vana di un colpo di scena che purtroppo non arriva mai. Il lieto fine viene scodellato senza troppe premure, liquidando tutti i travagli interiori e le difficoltà di realizzazione con un pittoresco ballo figurato.

Una nota positiva merita invece uno straordinario Stanley Tucci, relegato ad un ruolo minore, fa sorridere ed intenerisce con la sua interpretazione del Duca d’Orlèans, premuroso marito, attento fratello e strampalato amante. Per il resto il film non si salva, delude le aspettative.

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