l’inquietante “Non Morto” del Cinema Espressionista.

Il 5 marzo 1922 viene presentato al grande pubblico il più terrificante vampiro di tutti i tempi. Il film “Nosferatu, eine Symphonie des Grauens ” narra la storia del’agente immobiliare Hutter che vive a Wisborg con la moglie Ellen. Inviato sui monti Carpazi dal proprio principale, per portare a termine una compravendita, il giovane Hutter si imbatte nel misterioso e sinistro conte Orlok, che si rivelerà essere un vampiro (“Nosferatu” significa “non morto”) e porterà dolore e distruzione nella vita dell’agente e di tutti i suoi affetti.

Il regista Friedrich Wilhelm Murnau incontra fin da subito problemi legati al copyright, in quanto la storia rappresentata nel suo film è palesemente ispirata al romanzo “Dracula” di Bram Stoker. La vedova dello scrittore si mostra da subito ostile ad una Max-Schreck-Nosferatu-006trasposizione cinematografica dell’opera del marito. Questo costringe Murnau a modificare nomi e luoghi. Il film è nato sotto una cattiva stella, per questo Murnau sa che il suo vampiro dovrà essere assolutamente convincente: dovrà catalizzare l’attenzione dello spettatore, incollandolo allo schermo in un misto di ammirazione e raccapriccio. La scelta di Murnau ricade su un abile attore teatrale, il cui nome sembra celare un presagio riguardo la propria carriera: il suo nome è Max Schreck. Già interprete di alcune pellicole (la prima è “Der Richter von Zalamea” del regista Ludwig Berger), Schreck viene scritturato da Murnau. La sua trasformazione in vampiro rimane nella storia del cinemmurnau1a come una delle più sinistre ed inquietanti. Glabro, con gli incisivi (incisivi, non canini!) sovradimensionati e le dita affusolate ed armate di unghie simili ad artigli, il conte Orlok interpretato da Schreck, la cui figura si ispira evidentemente a quella di un ratto, è una presenza eterea, filiforme eppure terribilmente minacciosa. Questa performance entrerà nell’immaginario collettivo come la più impressionante e terrificante immagine di vampiro mai resa su pellicola.

Realtà e Leggenda.

Nosferatu risesProprio questa incredibile prestazione porterà alla nascita di numerose leggende su “Nosferatu“. Per anni si sparge la voce che il vampiro sullo schermo non sia Schreck, ma lo stesso Murnau, trasfigurato ed irriconoscibile. Eppure, proprio Max Schreck è il più grande catalizzatore di leggende. Il suo nome (Max Schreck si traduce letterlamente dal tedesco come “Massimo Spavento”) lascia pensare ad uno pseudonimo, addirittura un personaggio di fantasia. Per anni si cerca quindi di risalire al vero interprete della pellicola. Le voci si accavallano e si moltiplicano, come fantasmi nel tempo. La più fantasiosa (e famosa) leggenda, riguarda la ricerca dell’interprete da parte di Murnau. Pare che il regista si fosse recato personalmente nell’est Europa, alla ricerca di un vero vampiro. Max Schreck sarebbe stato quindi il “nome d’arte” di un misterioso personaggio affetto da vampirismo, prestato alla figura di Orlok e poi scomparso nel nulla. Nel 2000 il regista E. Mehrige dedica a questa bizzarra e suggestiva ipotesi un lungometraggio: “L’ombra del Vampiro” è ovviamente da considerarsi un sincero omaggio al genio di Murnau, più che un’analisi obbiettiva dei fatti.

Nel corso degli anni, queste leggende si sono in qualche modo dissolte, soprattutumblr_m3ywzcpTnh1qk7d2oo1_500tto dopo il ritrovamento di alcuni registri teatrali riportanti il nome accreditato di Schreck e di alcune foto, che nonostante mostrino l’attore in vesti più rassicuranti, non possono celare quello sguardo stralunato e penetrante, lo sguardo del conte Orlok. Al termine delle riprese gli eredi di Stoker intentano causa a Murnau che perde ed è costretto a distruggere tutti i negativi della pellicola. Il regista riuscirà però a salvare clandestinamente una copia, lasciandoci in eredità uno dei capolavori horror ed espressionisti più influenti della Storia del Cinema.

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Max Schreck. Molti altri attori riprenderanno i caratteri del suo “Conte Orlok”, ma la sua prestazione rimane la più terrificante.