Il regista Tarsem Singh torna nelle sale con il suo ultimo lavoro: “Self/less“. Il film tratta la storia di Damian Hale (un ottimo Ben Kingsley), un milionario affetto da un male incurabile che decide, dietro consiglio di un amico, di sottoporsi ad un esperimento di avanguardia chiamato “shedding“. La struttura neurale del suo cervello e la sua personalità vengono trasferite in un giovane corpo apparentemente creato in selflesslaboratorio. Una volta risvegliato nel nuovo se stesso, Damian inizia a soffrire di allucinazioni, apparentemente dovute all’assestamento delle sinapsi. Indagando, però, scopre che quel corpo non è affatto sintetico, ma “donato” da un giovane padre di famiglia in difficoltà di nome Mark (Ryan Reynolds).

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Matthew Goode e Ryan Reynolds in una scena del film

Regista afferselfless-trailermato di videoclip (uno per tutti “Loosing My Religion” dei R.E.M.) e di film (“the Cell” con Jennifer Lopez è il suo primo lavoro cinematografico) Singh ci propone un film piuttosto leggero e fluido, votato all’azione ma senza particolari colpi di scena, che rinuncia felicemente alle elucubrazioni filosofiche che un soggetto simile avrebbe potuto indurre. Sullo sfondo si snoda, senza mai tediare lo spettatore, una riflessione sull’eterna giovinezza e sulle differenze sociali. Un film gradevole, adatto a trascorrere un paio d’ore in totale relax.