E’ importante partire da un presupposto: “Lawrence d’Arabia” deve essere visto. Che si tratti di un passaggio in TV, di un DVD o del vecchio VHS del nonno, non potete rinunciare a conoscere questo film, vincitore di 7 premi Oscar. lawrencedesertI più grandi registi contemporanei hanno attinto e si sono ispirati a questo capolavoro del regista David Lean: il grande Ridley Scott gli rende omaggio a distanza di cinquant’anni esatti nel suo film “Prometheus” (vedi clip), lasciando intendere che in un futuro remoto, persino gli androidi apprezzeranno “Lawrence d’Arabia”.

Protagonista: il deserto.

La storia è nota, “Lawrence d’Arabia” racconta la vita e le gesta del tenente Thomas E. Lawrence e del suo intuito nel riunire le litigiose tribù arabe sotto un’unica bandiera, al fine di combattere il nemico turco. Ad interpretare l’ambiguo e (apparentemente) trasognato eroe, un allora semisconosciuto Peter O’ Toole, già apprezzato come attore teatrale, affiancato sul set da un cast di alto livello: Alec Guinnes nel ruolo del saggio principe Faysal, Omar Sharif nella parte del compagno di avventure Alì, mentre un trasfigurato Antony Quinn interpreta il burbero e sanguinario Awda. Gli attori restituiscono un ritratto verosimile e crudo di tutta la storialoa-3: indimenticabile il cammeo del grande Josè Ferrer nei panni del disilluso e sadico comandante turco. Un cast ispirato e stellare, dicevamo. Ma il vero attore protagonista non ha un volto, pur recitando la parte di se stesso in modo magistrale.

Il deserto. tre quarti del film si svolgono sull’enorme oceano di sabbia, un’infinita distesa gialla che impatta con il cielo azzurro e terso, squarciando letteralmente i fotogrammi da 70mm. Ad accompagnare le lunghe carrellate tra dune e scene di combattimento straordinarie, una colonna sonora indimenticabile scritta da Maurice Jarre ed eseguita da una grande London Philharmonic Orchestra.

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Salvataggio di un capolavoro.

Nel 1989 i registi Martin Scorsese e Steven Spielberg offrono il loro “know how” a David Lean per il restauro e la riedizione di “Lawrence d’Arabia”: vengono aggiunte scene tagliate nella versione precedente (disponibili solo con l’audio in inglese). lo stesso Spiel00113berg scrive:

“Ancora adesso Lawrence è uno dei film che più ha influenzato la mia carriera e la mia interpretazione della condizione umana. Continua ad essere per me fonte di ispirazione oggi come lo fu nel 1962, quando lo vidi per la prima volta.”

Il restauro cui viene sottoposto corregge però solo in parte i difetti e i danni accusati dalla pellicola originale.

2010. Il nuovo progetto è straordinario, almeno quanto lo è il film stesso. Un restauro “definitivo”, fotogramma per fotogramma di “Lawrence d’Arabia” entro il 2012, anno in cui cade il cinquantesimo anniversario della prima uscita nelle sale.lawrence-arabia-restauracion

Il laboratorio Colorworks della Sony Picture Studios procede ad un meticoloso restauro su scansioni del negativo da 65mm eseguite con risoluzione 8K (8192 x 3584) .Dopo un intero anno di lavoro dedicato al solo ripristino dei colori e alla correzione dei difetti, si è potuto procedere all’assemblaggio delle diverse parti.lawrenceofarabia_restorationcomparison

il 19 maggio 2012 la prima mondiale della nuova versione 4K viene proiettata a Cannes. Successivamente il lavoro viene definitivamente proposto in blu-ray, nel contesto di un cofanetto in tiratura limitata (750 copie) all’interno del quale, oltre al blu-ray stesso, si trovano anche il cd con la colonna sonora, un bellissimo libro che racconta il “making of” e un fotogramma originale e numerato del film.

Da possessore del DVD (con la versione rivisitata del 1989) e della copia numero 571 del cofanetto BD, non posso che consigliarvi di prendervi un pomeriggio (e intento TUTTO il pomeriggio, il film dura circa quattro ore), sedervi in poltrona e godervi questo capolavoro immortale, che incurante della propria età non smette ancora di emozionare e coinvolgere lo spettatore. Come lo definì Spielberg: Un miracolo di film.

Il cofanetto Blu-ray in tiratura limitata.